{"id":1120,"date":"2020-04-03T15:20:49","date_gmt":"2020-04-03T15:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/iheart.polimi.it\/en\/?p=1120"},"modified":"2025-02-21T08:50:37","modified_gmt":"2025-02-21T08:50:37","slug":"il-dolce-ritmo-del-cuore-della-balenottera-azzurra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iheart.polimi.it\/en\/it\/il-dolce-ritmo-del-cuore-della-balenottera-azzurra\/","title":{"rendered":"Il dolce ritmo del cuore della balenottera azzurra"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Articolo di Sara Moraca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un cuore dal \u00abritmo dolce\u00bb scandisce la vita dell\u2019animale pi\u00f9 grande del pianeta. Per la prima volta al mondo, un gruppo di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford \u00e8 riuscito a registrare il battito cardiaco di una balenottera azzurra, il pi\u00f9 grande animale al mondo. I dettagli di questo importante studio sono stati pubblicati lo scorso novembre sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. Al&nbsp; largo della California, nella baia di Monterey, i ricercatori sono riusciti a registrare per nove ore  consecutive il battito cardiaco di un esemplare maschio adulto di circa 22 metri di lunghezza. Il cuore della balenottera azzurra \u00e8 di per s\u00e9 da record: con i suoi 180 kg di peso e 1,5 metri di larghezza, \u00e8 il pi\u00f9 grande organo cardiaco di tutto il regno animale e riesce a pompare fino a 220 litri di sangue ad ogni battito.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stata una sfida non da poco \u2014 ha commentato Jeremy Goldbogen, ricercatore di biologia a Stanford \u2014. Una serie di fattori dovevano andare nel modo giusto: bisognava trovare l\u2019animale, collocare correttamente il tag (lo strumento di rilevazione, ndr) e far s\u00ec che aderisse alla pelle, controllare che la registrazione dati procedesse senza problemi\u00bb. Per pi\u00f9 di dieci anni Goldbogen e il collega Paul Pongalis, ricercatore alla Scripps Institution of Oceanography, hanno misurato la frequenza cardiaca dei pinguini imperatore in immersione nella baia di McMurdo in Antartide. Avevano poi deciso di voler tentare l\u2019impresa sulle balene.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Altri gruppi di ricerca erano riusciti ad utilizzare il tag su cetacei pi\u00f9 piccoli e in cattivit\u00e0, ma svolgere questa tipologia di operazione su una balenottera azzurra che vive nel proprio habitat naturale \u00e8 una sfida ben diversa. Per prima cosa, le balene che vivono in natura non sono addestrate a capovolgersi e mettersi a pancia in su, fattore che finirebbe per favorire il lavoro dei ricercatori. Inoltre, le balenottere azzurre hanno una pelle simile a una fisarmonica sul ventre, che tende ad espandersi quando l\u2019animale si alimenta, fatto che potrebbe causare il distacco improvviso del tag. Per ovviare a queste eventualit\u00e0, i ricercatori hanno fatto ricorso a un particolare elettrocardiografo, racchiuso in una gabbia con ventose.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che hanno scoperto \u00e8 stato sorprendente: quando il cetaceo si immerge a caccia di cibo, la sua frequenza cardiaca passa da circa 25-37 a 4-8 battiti al minuto. Tuffarsi in profondit\u00e0 per riuscire a mangiare del krill richiede alle balene un enorme sforzo: le balenottere azzurre, ad esempio, nuotano alla velocit\u00e0 di 4 metri al secondo e, spalancando le fauci, ingoiano un volume di prede e acqua pari al 140% del proprio corpo. Si tratta di dati che hanno sorpreso i ricercatori, che si aspettavano una frequenza cardiaca pi\u00f9 alta sia nella fase di riposo che di immersione, per la quale il range atteso era del 30-50% pi\u00f9 alto.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori pensano che la frequenza cardiaca sorprendentemente bassa possa essere spiegata da un arco aortico elastico che, nella balenottera azzurra , si contrae lentamente per mantenere un ulteriore flusso di sangue tra i battiti. Nel frattempo, il numero di battiti pi\u00f9 alto che si ha quando l\u2019animale \u00e8 prossimo alla superficie possono dipendere da sottigliezze nel movimento e nella forma del cuore, che impediscono alle onde di pressione di ogni battito di interrompere il flusso sanguigno. Sulla base di questi dati, i ricercatori hanno avanzato l\u2019ipotesi che il cuore della balena sfiori ormai i limiti della propria portata cardiaca. Questo potrebbe aiutare a spiegare perch\u00e9 nessun animale \u00e8 mai stato pi\u00f9 grande: i bisogni energetici di un corpo pi\u00f9 voluminoso, infatti, supererebbero ci\u00f2 che il cuore pu\u00f2 sostenere.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>In futuro l\u2019esperimento potrebbe essere replicato su altri cetacei quali megattere e balenottere comuni; i ricercatori vogliono lavorare per migliorare le propriet\u00e0 del tag, aggiungendo anche un accelerometro, che potrebbe aiutarli a capire meglio come le diverse attivit\u00e0 dell\u2019animale influenzano la portata cardiaca.<br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Sara Moraca Un cuore dal \u00abritmo dolce\u00bb scandisce la vita dell\u2019animale pi\u00f9 grande del pianeta. Per la prima volta al mondo, un gruppo di ricerca dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford \u00e8 riuscito a registrare il battito cardiaco di una balenottera azzurra, il pi\u00f9 grande animale al mondo. 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