{"id":1116,"date":"2020-04-03T15:40:56","date_gmt":"2020-04-03T15:40:56","guid":{"rendered":"https:\/\/iheart.polimi.it\/en\/?p=1116"},"modified":"2025-02-21T08:50:19","modified_gmt":"2025-02-21T08:50:19","slug":"la-cardiologia-anatomo-clinica-di-g-b-morgagni-1682-1771","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iheart.polimi.it\/en\/it\/la-cardiologia-anatomo-clinica-di-g-b-morgagni-1682-1771\/","title":{"rendered":"La Cardiologia anatomo-clinica di G.B.Morgagni (1682-1771)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo di Sara Moraca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura di G.B. Morgagni si staglia non soltanto nella storia medica del XVIII secolo ma in quella di tutti i tempi e a lui dobbiamo il \u201cDe Sedibus et Causis Morborum per anatomen indagatis\u201d, un trattato da annoverare tra i pilastri dell\u2019intera storia della scienza medica. Egli fu il vero fondatore dell\u2019anatomia patologica modernamente intesa, della quale cap\u00ec ed espresse la grande utilit\u00e0 pratica. I suoi predecessori si erano s\u00ec occupati di anatomia patologica, ma senza organicit\u00e0, senza una precisa metodologia di indagine e , soprattutto, senza aver costantemente in primo piano la necessit\u00e0 di ricercare le origini e le sedi dei fenomeni morbosi analizzati. Con il Morgagni, invece, l\u2019anatomia patologica smette di essere uno studio di osservazione singola e diventa parte di un immersivo e strutturato ragionamento medico. L\u2019insistenza \u00e8 posta sulla necessit\u00e0 di una perfetta conoscenza dell\u2019anatomia normale come base dell\u2019anatomia patologica e di una sistemica raccolta di maggior osservazioni possibili per ogni singola malattia. Il ramo del sapere medico in cui il Morgagni fu davvero maestro nell\u2019analisi, nelle intuizioni e nelle osservazioni scientifiche fu, senza dubbio, la cardiologia, a cui sono dedicate 15 delle 70 lettere nelle quali \u00e8 diviso il suo \u201cDe Sedibus\u2026\u201d e nelle quali sono osservate diverse malattie del cuore e dei vasi oltre ad altre malattie strettamente correlate e innumerevoli lucide intuizioni cardiologiche disseminate per l\u2019intero volume che lo portarono ad importanti scoperte, alcune delle quali ampiamente riconosciutegli, altri poco note o addirittura sconosciute. Tra queste pagine si trovano descrizioni di quadri clinici e anatomopatologici, discussioni e spiegazioni eziologiche, patogenetiche ed emodinamiche che veramente meritano di essere portate alla luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Malformazioni Congenite<\/strong><br>In tema di malformazioni congenite dell\u2019apparato cardiovascolare, le osservazioni del Morgagni sono decisamente numerose. Si tratta per lo pi\u00f9 di anomalie di poco interesse clinico ma rappresentano una curiosit\u00e0 anatomica e anatomopatologica. Un numero pi\u00f9 ridotto di dati sono invece di notevole interesse sia per i fenomeni clinici che hanno determinato sia per la descrizione autoptica e per l\u2019interpretazione patogenetica ed emodinamica. Ad esempio troviamo una storia clinica ed un reperto settorio che, senza alcun dubbio, tratta di ci\u00f2 che viene oggi definito coartazione aortica. In un altro passaggio, invece, c\u2019\u00e8 un\u2019interessantissima osservazione di placche ateromasiche sulle pareti della porzione soprastrutturale dell\u2019aorta. Il Morgagni attribuisce alla presenza di questa viziatura congenita dell\u2019aorta il decesso e lo spiega con la difficolt\u00e0 che il cuore doveva trovare a pompare il sangue in un canale pi\u00f9 stretto del normale. In un altro caso, ci viene presentato un episodio di comunicazione interatriale, nel quale, associandosi una stenosi delle valvole dell\u2019arteria polmonare descritta in modo eccelso, noi oggi vi riconosciamo senza dubbio una \u201ctrilogia di Fallot\u201d (secondo la descrizione fornita da Fallot nel 1888), grazie all\u2019interpretazione morgagnana del vizio descritto e delle sue conseguenze cliniche e funzionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lesioni Valvolari<\/strong><br>La patologia delle lesioni valvolari \u00e8 diffusamente trattata nel \u201cDe Sedibus\u201d e numerosi sono gli accenni anatomopatologici a lesioni delle valvole cardiache. Meno numerose, ma di maggior interesse, sono le dissertazioni sulle conseguenze emodinamiche e quindi cliniche di dette lesioni. \u00c8 di enorme interesse come lo studioso quasi non concepisca il vizio puro, isolato, di un sistema valvolare, cio\u00e8 l\u2019insufficienza pura o la stenosi pura e che in tutte o quasi le sue osservazioni, le due deficienze si presentano associate. Solo in un caso di lesioni delle valvole aortiche egli ci parla di ostacoli al passaggio del sangue, senza accennare al successivo rigurgito per insufficienza delle stesse valvole. Anche a proposito delle valvole tricuspidali parla di insufficienza pura ma, in questo caso specifico, egli ammette l\u2019insufficienza come secondaria ad una dilatazione del ventricolo destro e non come primitiva. Tutto ci\u00f2 concorda in parte con le acquisizioni della medicina moderna, secondo le quali ben di rado si pu\u00f2 parlare di insufficienza o stenosi pura di un sistema valvolare, tanto da arrivare ad usare la terminologia \u201cmalattia mitralica\u201d , a proposito delle valvole mitraliche. Abbondante materiale di studio ci viene offerto anche in merito alle lesioni delle valvole aortiche, in particolare su soggetti giovani con sintomatologie di cardiopalmo e dispnea, i cui referti autoptici ci permettono di distinguere una forma di origine endocarditica, spesso con associazione di lesioni alle valvole mitraliche e un\u2019altra forma di origine ateromatosa, in cui rinvengono, appunto, le lesioni ateromatose nella porzione prossimale dell\u2019aorta. Tra le cause di morte troviamo gli accidenti sincopali o le malattie intercorrenti, di rado un vero e proprio scompenso cardiocircolatorio. Si elencano anche svariati esempi di stenosi aortiche calcificate e osservazioni relative alle lesioni delle valvole mitrali, a cui si riferisce come un\u2019insufficienza per lo pi\u00f9 causata dalla dilatazione del ventricolo sinistro. Ma l\u2019argomento forse di maggior importanza ed interesse, in questo settore, \u00e8 l\u2019insufficienza tricuspidale, dove il Morgagni si occupa per lo pi\u00f9 dell\u2019emodinamica del vizio, soprattutto alla patogenesi di un sintomo: il polso venoso positivo. Il suo merito sta nell\u2019aver riconosciuto come le pulsazioni positive delle vene giugulari siano un segno patognomico della dilatazione della cavit\u00e0 destra del cuore e di aver legittimato la scoperta del Lancisi di questo vero sintomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Lesioni del muscolo cardiaco e dei suoi vasi<\/strong><br>In questo campo il Morgagni ci offre preziose e interessanti osservazioni che ci colpiscono per il carattere precorritore delle stesse e perch\u00e9, pur non giungendo ad una esatta definizione clinica dei fenomeni, fanno intendere come la via di questa esatta definizione fosse quantomeno intravista . Di notevole interesse, in senso anatomopatologico, sono una sua descrizione relativa ad una calcificazione coronarica e altre simili rinvenute nell\u2019aorta che, seppur con qualche imperfezione, stabiliscono per la rima volta un rapporto causale tra le lesioni coronariche ed alcuni disturbi cardiaci. Per avere un\u2019idea della portata dell\u2019opera del Morgagni, \u00e8 sufficiente citare la sindrome accessuale del polso raro permanente, osservata ed analizzata da lui per la prima volta, tanto da prendere il nome di Sindrome di Morgagni-Adams-Stokes.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cuore e il sistema nervoso<\/strong><br>\u00c8 doveroso ricordare che il Morgagni diede grande importanza alle influenze del sistema nervoso sul cuore e sul circolo. \u00c8 sua opinione che non tutti i disturbi cardiaci dipendano da una lesione del cuore o dei vasi sanguigni ma che spesso entrino in gioco fattori nervosi o disturbi di altri visceri che, tramite le connessioni nervose, si riflettono sul cuore. Queste considerazioni rivelano oltre che una perfetta conoscenza dell\u2019anatomia e della fisiologia umana, anche un mirabile intuito psicologico ed una notevolissima capacit\u00e0 di osservazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Cuore Polmonare<\/strong><br>Sebbene possa sembrare una definizione troppo moderna per un testo redatto nella seconda met\u00e0 del Settecento, il concetto di cardiopatia dipendente da un ostacolo al circolo polmonare non causato da affezione cardiaca si trova chiaramente e profeticamente espresso nel \u201cDe Sedibus\u201d ed \u00e8 descritto con taledovizia di particolari che non fa che accentuare l\u2019importanza e la straordinaria attualit\u00e0 della capacit\u00e0 analitica del Morgagni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Malattie del Pericardio<\/strong><br>Le malattie del pericardio sono, nella cardiologia morgagnana, quelle pi\u00f9 estesamente trattate, con un\u2019abbondanza di notizie e di citazioni veramente notevole. Pur non apportando novit\u00e0 al sapere della sua epoca, il suo merito sta, anche qui, nel saper trascendere la frammentariet\u00e0 e l\u2019inorganicit\u00e0 delle osservazioni degli altri, nel saper cogliere i legami e le differenze, inquadrando queste annotazioni isolate secondo un piano logico, sistematico e organico. Si faccia l\u2019esempio della pericardite essudative in merito alla quale le discussioni, a quei tempi, vertevano anzitutto sulla sua esistenza o meno come malattia a s\u00e9 stante. Il Morgagni arriva a dimostrare che essa esiste come entit\u00e0 a s\u00e9, sebbene relativamente rara poich\u00e9 di solito si presenta associata alla pleurite essudativa o alla peritonite. Interessanti sono anche gli accenni alla pericardite emorragica e all\u2019emopericardio per rottura dell\u2019aorta, della vena cava e dell\u2019arteria coronaria. Abbastanza estesa \u00e8 la trattazione della pericardite cronica o delle aderenze cardiopericardiche e pericardio mediastiniche. Non \u00e8 possibile, in questo passaggio, tacere sugli accenni ai tumori del pericardio, sui quali non vengono fornite molte notizie, ma viene sottolineata la difficilissima diagnosi, venendo spesso confusi con gli aneurismi aortici o con un eccessivo lumen cardiaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Malattie dei vasi sanguigni<\/strong><br>Qui vi compare una ricca trattazione , con particolari e descrizioni cliniche ed anatomopatologiche, della patologia degli aneurismi. \u00c8 necessario ricordare che Morgagni usa il termine \u201caneurisma\u201d anche riferito al cuore, pur sapendo che non si tratta di aneurisma, ma di dilatazione. Grande rilievo \u00e8 dato alla sintomatologia degli aneurismi dell\u2019aorta, importanti considerazioni sono presenti a proposito della distinzione tra aneurismi sacciformi e fusiformi e una mirabile descrizione di aneursima dissecante. Per ci\u00f2 che riguarda l\u2019origine degli aneurismi, vengono prospettate numerose condizioni che favoriscono la loro insorgenza, quali la vita disordinata e la professione faticosa o esposta alle intemperie. Ma la vera origine \u00e8 una sola: la lue. Predecessori del Morgagni avevano gi\u00e0 messo in luce il legame con la sifilide, ma qui il concetto \u00e8 ribadito in modo definitivo. Sono presenti anche una descrizione di aortite ateromatosa e osservazioni numerose relative all\u2019arteriosclerosi, corredate da estesi commenti anatomopatologici e patogenetici e, in quasi tutti i casi riportati, il quadro sintomatologico presenta uno stato di ipertensione arteriosa. Per il Morgagni, inoltre, una parte importantissima nel determinismo di quei fenomeni che oggi conosciamo sotto il nome di ipertensione \u00e8 giocata da fattori nervosi. E queste sono parole di una tale attualit\u00e0, pur nel loro inevitabile semplicismo, che non richiedono commenti. Nella trattazione trovano ampia dissertazione anche le embolie, prima di passare alle alterazioni post mortem del cuore e alla scoperta, che va giustamente attribuita al Morgagni, della non patologicit\u00e0 dei coaguli rinvenuti nelle cavit\u00e0 cardiache dei cadaveri, identificati come \u201cpolipi\u201d cardiaci e brillantemente descritti ed indagandone le cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Lo scompenso cardiaco<\/strong><br>Il concetto di scompenso cardiaco si pu\u00f2 dire sia contenuto in molti, se non tutti, gli autori medici del XVIII secolo, ma \u00e8 un concetto non espresso, non ancora chiaramente formalizzato e sviluppato, pi\u00f9 una intuizione che una vera e propria scoperta di fatti e di cause, ma fin da subito si osservava un collegamentocon l\u2019ingrandimento del cuore. In tutti i casi ricordati nel \u201cDe sedibus\u201d, le osservazioni relative alla cardiomegalia riportano una gran profusione di sintomi che riconducono tutti , in via pi\u00f9 o meno indiretta, alla dilatazione cardiaca. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questa breve disamina dell\u2019opera cardiologica del Morgagni, possiamo notare che l\u2019importanza di questo autore non risiede soltanto in ci\u00f2 che pu\u00f2 essere considerata una sua originale osservazione, ma anche nell\u2019abbondanza di nozioni sulla letteratura medica del suo tempo e dei tempi a lui precedenti, che egli mette a disposizione del lettore. \u00c8 da queste nozioni, sommate alle sue personali esperienze, che egli spesso trae delle verit\u00e0 che nessuno aveva tratto prima, pur avendo osservato e descritto le medesime peculiarit\u00e0 e situazioni cliniche. Egli ricerca le sedi e le cause dei fenomeni morbosi non in vani ragionamenti o in sterili rielaborazioni di dottrine passate ma le ricerca l\u00e0 dove solo pu\u00f2 effettivamente trovarle: nel corpo umano dissezionato. Egli fonda veramente non solo l\u2019anatomia patologica, ma la patologia generale e speciale. Con lui la medicina trova un nuovo impulso, un nuovo intento e si avvia al modernit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Sara Moraca La figura di G.B. 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